Wat Saket: The Golden Mount Bangkok

Toccare il cielo di Bangkok con un dito, vedere la città dall’alto, ammirarla a 360 gradi e allo stesso tempo, sentirsi in armonia con il tempio. Il buddhismo, che affascinante tradizione, dottrina, filosofia, modo di pensare e di praticare. Questo è il segreto della gente sorridente, dei templi bellissimi, della pace che si prova salendo le scale dei luoghi sacri, che fascino, quanta energia positiva, che tranquillità.

Per vedere questa meraviglia, bisogna arrivare nel distretto Pom Prat Sattru Phai, bisogna contrattare con il taxi, con il tuck tuck, una fatica enorme per ottenere un prezzo più che ragionevole, i thailandesi si sono abituati al turismo cinese, che sono pronti a pagare ogni cifra pur di divertirsi, ma come non capirli, in fin dei conti, i loro pochi giorni di ferie si racchiudono tutti in quella vacanza. I prezzi salgono, il turismo cinese contribuisce all’economia del paese, chi era abituato al classico viaggio zaino in spalla, rimane tagliato fuori, può tranquillamente ripiegare e risparmiare prendendo un bus, un traghetto o andare a piedi e con l’occasione, potrà fare una passeggiata a Khao San Road e fotografare anche il Monumento della Democrazia che si trovano a pochi minuti dal Golden Mount.

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Wat Saket: The Golden Mount Bangkok
Wat Saket: The Golden Mount Bangkok

Si attraversa il ponte sul canale, percorrendo Boriphat Rd, qualche bancarella che vende bibite e street food, pochi thaillandesi, infondo siamo in una strada secondaria, stiamo entrando dalla parte posteriore dal tempio. Un Chedi enorme costruito su una collina, che si formò successivamente al crollo del primo tempio voluto da Re Rama III. Probabilmente, la nuova capitale, ancora non era pronta a una tale magnificenza, doveva aspettare ancora qualche decennio, doveva attendere Re Rama IV, per vedere iniziare nuovamente i lavori di restauro per poi vederli terminati sotto il regno di Re Rama V. La struttura è importante, custodisce una reliquia del Bhudda portata dallo Sri Lanka. Negli anni 40, richiede altra manodopera, le pareti vengono ricoperte di cemento armato. Arrivano i tempi moderni, arriva il XX secolo e per rendere la cosa più stupefacente, il Wat Saket, viene ricostruito tutto in marmo di Carrara.

 Wat Saket: The Golden Mount Bangkok
Wat Saket: The Golden Mount Bangkok

Non è un posto felice quello che oggi è offerto ai viaggiatori come un luogo da visitare assolutamente. Qui venivano cremati i morti, un lontano ricordo in parte dimenticato o forse a tanti sconosciuto. Pulman, scaricano centinaia di turisti, che come formiche, si accalcano davanti al botteghino per acquistare a 50 THB il biglietto d’entrata. Sorrisi, fotografie, tanta euforia per visitare quel luogo sacro, quel posto dove riposano i morti ed è custodita una reliquia del Buddha. Luogo sacro, dove non entrano quelle persone che non portano rispetto indossando abiti da mare. Siamo in Thailandia, ci troviamo nel sud-est-asiatico, tutto è possibile qui, tutto con pochi THB si può comprare o affittare, anche gli abiti per entrare li, dove regna la pace.

Si entra, si salgono le scale, sono a forma di aspirale. 320 gradini, da una parte si sale e dall’altra si scende. Sculture, fontane, natura e come non notare il piccolo cimitero con le statue della povera gente, uccisa dalla peste. Il turista si diverte, guarda, fotografa, ride e si rilassa mentre, il devoto si inginocchia e prega. La salita è piacevole, i thailandesi si sono organizzati, hanno messo anche un bar, gli affari sono affari e per loro fortuna, molte persone, girano senza portarsi acqua e snack.

 Wat Saket: The Golden Mount Bangkok
Wat Saket: The Golden Mount Bangkok

Suonano le campane.

Come se fosse un gioco, il turista, arrivato al piazzale delle campane e del tamburo del desiderio, le fa suonare. Ignaro del profondo senso religioso che racchiudono quei due gesti, gioca. In fin dei conti, asiatici, occidentali, sono tutti in vacanza, vogliono divertirsi, poco importa se nel loro gesto c’è qualcuno che ci vede superficialità.

Il Reliquiario.

Si ammassano, le persone, arrivate nella grande stanza in cima alla salita. Scarsa di addobbi, modesta, forse come il buddhismo che dà sempre risalto alle cose semplici e genuine. La statua del Buddha e il piccolo chedi, nella cappella al centro della stanza, dove è custodita la reliquia, che sensazione, quanta armonia nel vedere centinaia di foglioline d’oro attaccate dai fedeli.

  Wat Saket: The Golden Mount Bangkok
Wat Saket: The Golden Mount Bangkok

La terrazza.

Sale la gente, su per la piccola scala a chiocciola posta in un angola della stanza. Sale sulla terrazza, è la parte più bella, come se tutto il resto avesse poca importanza. Il grande chedi, imponente, ricoperto di piastrelle dorate, risplende sotto la luce del sole, brilla nel cielo di Bangkok e poi, lo sguardo si poggia sulla città degli angeli, una veduta a 360 gradi, una meraviglia.

L’oracolo.

I fedeli, i veri credenti, li vedi inginocchiati in quell’angolo della stanza. Pregano, chiedono consigli, fanno offerte, accendono bastoncini d’incenso, tutto in onore di questa popolare divinità. Scuotono il contenitore, fuoriesce un bastoncino numerato, corrisponde al numero del ripiano che è sullo scaffale vicino all’oracolo, li trovano un biglietto con la risposta che cercano. Belle credenze, affascinante pensiero, forse sono l’insieme di tutte queste cose che ci fanno amare questo popolo e questo paese.

Prima di andar via, una visita veloce al Wat Saket, un giro nella sala delle ordinazioni, il viharn, l’Ho Trai dove sono custodite le scritture buddiste e le residenze dei monaci.

Questo e il Golden Mount, questa è Bangkok, il fascino del moderno e la meraviglia dell’antico, la città che stupisce.

Buona Asia.

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